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Mrs.Doubtfire

La storia si svolge a San Francisco. Daniel Hillard (Robin Williams) è un doppiatore, con uno straordinario talento nel variare le voci, disoccupato dopo aver litigato con il suo capo. È sposato con un’arredatrice d’interni, Miranda (Sally Field), ma il loro rapporto è in forte crisi. Daniel è molto legato ai suoi figli: Lydia di 15 anni (Lisa Jakub), Christopher di 12 (Matthew Lawrence) e Natalie di 5 (Mara Wilson). Il matrimonio finisce quando, al 12° compleanno di Chris, Daniel organizza una festa con animali che mettono a soqquadro la casa. Miranda, informata da una vicina mentre è in ufficio, torna casa e litiga furiosamente con il marito : i due divorziano. Miranda ottiene l’affidamento dei figli, mentre a Daniel è permesso di vederli sotto sorveglianza il sabato sera.

Street Dance Fighters

Beat Street negli anni ’80 ha segnato i tempi della street dance, sulle note trascinanti di Grandmaster Melle Mel, Treacherous Tree, Furious Five, prime ispirazioni di quello che oggi chiamiamo Rap o Hip Hop. In seguito è rinato il Black Cinema con Spike Lee, dando il via a numerose produzioni di qualità più o meno discutibile, per arrivare infine a un genere afroamericano politically correct. SDF è un insieme di numeri di danza da strada, sfide personali fra tribù di ragazzi, “battles of dj” sulle gambe e sulle braccia, fisiche forme per emergere dal ghetto.
L’arena è il luogo dove Elgin e David ballano con la loro squadra vincendo tutti gli “incontri”. Tranne uno. E la loro amicizia, che appare solida e indistruttibile, prima dello scontro finale, si incrina per un malinteso. Solo quando i due protagonisti sono messi definitivamente alla prova sapranno se il loro legame può essere di nuovo vincente.
Pulito, senza un’ombra di turpiloquio (solo un tenero “bitch”, nemmeno troppo convinto), SDF, appare sterile e senza mordente. Non sono sufficienti i numeri di abilità dei ballerini a salvare il film dalla banalità e dal torpore dei dialoghi e delle situazioni. Alla fine non si può non ammettere che gli sfidanti siano i migliori. Ma il cinema spesso non premia chi dà il meglio di sé, altrimenti non sarebbe finzione.

2061 Un anno eccezzionale

2061: dopo una tremenda crisi energetica dovuta all’esaurimento delle scorte petrolifere, il mondo è piombato in una sorta di cupo Medioevo. L’Italia è un paese diviso, multietnico, quasi pre-risorgimentale: al nord è nata la Repubblica Longobarda difesa da un muro altissimo; nella Repubblica Popolare di Falce e Mortadella spopolano le balere; la Toscana è tornata ad essere un Granducato dove le fazioni dei Della Valle e dei Cecchi Gori lottano per il potere; al centro è rinato lo Stato Pontificio, un regime integralista dove domina l’Inquisizione; al sud regna il Sultanato delle Due Sicilie, dove le temperature oscillano tra i 32 e i 54 gradi, le isole sono governate dagli africani e il maiale costa 1200 dinari al chilo al mercato nero. Da qui, un gruppo d’avventurosi patrioti capitanati dal Professor Ademaro Maroncelli (Diego Abatantuono) intraprende un viaggio grottesco con lo scopo, 200 anni dopo, di rifare l’Italia.