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Goal! 2- Vivere un sogno

Santiago Muñez è finalmente diventato un titolare del Real Madrid, la più carica di onori tra le squadre europee, coronando un sogno lungo un film (il prequel…). Denaro, donne, potere e fama però, sono fattori terribilmente destabilizzanti per un ragazzo la cui fidanzata non fa altro che pensare al matrimonio. Santiago, tra infortuni drammatici, problemi sentimentali e di famiglia, rivalità, gelosie ed invidie, sperimenta così cosa voglia dire passare dagli altari alle

Mio fratello è figlio unico

Negli anni ’60 a Latina la vita non era facile. Le famiglie dovevano far crescere i figli con quello che avevano, dando loro una buona educazione. Accio è il più giovane di tre fratelli, e la sua vita si svolge fra ideali ora vivi e poi dimenticati. Lottando con il fratello con il quale condivide gioia e miseria.
Uno sguardo, un primo piano. Il movimento degli occhi, ora persi, ora accesi per reagire a una situazione che in quel momento è la più importante. Luchetti sa che il suo cinema è personale, tocca la politica, la affronta, ma ciò che gli importa veramente sono le persone, perché sono loro che fanno il mondo. Ieri, oggi, domani. Quei volti, quindi, che lui approccia nei dettagli, a volte con la camera a mano, per dare ai protagonisti quel qualcosa di incerto, sono l’anima dei suoi film. Mentre racconta la storia dell’Italia del ’68 (che a Latina non arriva) fra nero e rosso, due uomini legati dallo stesso sangue si confrontano, e Accio, sempre alla ricerca di una fede, da quella cristiana a quella fascista, per poi quasi perdersi nella sinistra, è la rappresentazione unica di un’incertezza manifesta di un paese allo sbando.

Forse Dio è malato

Liberamente ispirato all’omonimo libro di Walter Veltroni, un viaggio attraverso il continente nero raccontato dalle piccole grandi storie dei protagonisti. Bambini soldato costretti a dimenticare la civilizzazione per votarsi totalmente al potere distruttivo della guerra. Donne sieropositive che lottano con la loro malattia tentando di educare il proprio villaggio a prevenirne il contagio, la povertà dilagante della “schiavitù moderna” costretta a fare i conti con un occidente che vende a tutti la sua attraente opulenza.

Come d’incanto

La principessa Giselle (Amy Adams) vive felicemente nel suo mondo fiabesco a cartoni animati, ed è prossima a sposare il suo principe azzurro, ossia il Principe Edward (James Marsden).
Tuttavia poco prima delle nozze la malvagia Regina Narissa (Susan Sarandon), per paura di essere detronizzata, la catapulta “in un posto dove nessuno vive felice e contento”, ossia il mondo reale e più esattamente a Manhattan, New York. In cerca del suo castello, si rifugia in un cartellone pubblicitario che ritrae una fiabesca dimora in puro stile Disney. Dopo aver attirato l’attenzione di un disilluso avvocato divorzista, Robert (Patrick Dempsey), viene da questi soccorsa ed ospitata nel suo appartamento. Dopo un primo tentativo di allontanamento, Robert resta affascinato dalla strana ragazza che, oltre ad avere cieca fiducia nel potere dell’amore, canta contagiando d’ottimismo chiunque incontri sulla propria strada.